| L’opinione della FITDS sulla direttiva 2008/51/CE |
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Tre i punti evidenziati dal presidente. Primo: “l’introduzione della licenza per la ricarica delle munizioni”, scrive Mura, “appare un elemento di particolare criticità per gli sport armieri, mentre non sembra riguardare in alcun modo la direttiva in attuazione, di cui è fuori del campo d'applicazione”. Secondo: “la previsione di una licenza per i campi da tiro privati viola l’art. 2 comma 1 della direttiva, che impone agli Stati membri di non alterare la disciplina nazionale del tiro sportivo attuandola”. E, infine, terzo punto: “il bando definitivo delle armi corte in 9 parabellum, a prescindere dalla qualità normativa della dizione adottata, continuerà a impedire il celebrarsi in Italia delle più importanti manifestazioni della nostra disciplina sportiva, poiché nella divisione production la quasi totalità dei tiratori a livello europeo e mondiale utilizza tale calibro”. Per il comunicato integrale, clicca qui. |




Qualche giorno fa, Gavino Mura (nella foto a fianco), presidente della Federazione italiana tiro dinamico sportivo (FITDS), è intervenuto con un comunicato sull’argomento “attuazione della direttiva 2008/51/CE, che modifica la direttiva 91/477/CEE, relativa al controllo dell'acquisizione e della detenzione di armi”. L’obiettivo di Mura è “fornire tutti gli strumenti conoscitivi, i dati e le informazioni necessarie per evitare che siano inserite norme inutilmente restrittive, che limitino i tiratori sportivi e i cacciatori nell’esercizio delle loro attività senza che venga poi prodotta alcuna ricaduta positiva sulla pubblica sicurezza”.




